A parte qualche lodevole caso, le amministrazioni comunali, ma anche molte istituzioni scolastiche, continuano ad affrontare una questione così delicata nel solito modo: la difesa ad oltranza del proprio orticello. A volte con evidenti forzature anche sul piano normativo (si veda il caso termolese del cosiddetto Liceo Linguistico voluto presso un istituto tecnico), che determinano confusione e disorientamento in un periodo difficile per la scuola molisana, visti i tagli e le riduzioni messi in atto da questo governo.
Agli incontri sul dimensionamento fatti a livello provinciale, la FLC CGIL ha ribadito la sua posizione partendo dalla considerazione che per garantire una buona scuola pubblica di qualità agli studenti molisani e per porre in condizione le scuole di realizzare un’offerta formativa adeguata ai tempi ed alla complessità della realtà, occorre partire dagli esigui numeri degli alunni, sempre in diminuzione, in un contesto territoriale frammentato. Su questo versante abbiamo fatto proposte di merito, consegnate ai decisori politici.
Esse sinteticamente riguardano: istituti comprensivi con numeri significativi, istituzioni scolastiche superiori orizzontali in ragione della programmazione territoriale dell’offerta formativa senza sovrapposizioni, affrontare in maniera sistemica il nodo dell’edilizia scolastica, programmazione di una rete dei trasporti razionale, garantire un organico funzionale e non ondivago, realizzare investimenti consistenti da parte degli Enti Locali.
Senza una politica lungimirante la scuola molisana sarà costretta ad una ulteriore marginalità. Ne risentiranno gli studenti che non avranno gli strumenti adeguati per affrontare la complessità del mondo. Si impoverirà il nostro tessuto sociale con evidenti ricadute su tutto il sistema. E’ giunto il momento di fare della questione scuola la questione sulla quale rilanciare le ipotesi di crescita del Molise.
Noi continueremo a difendere i servizi pubblici e le tutele sociali perché rappresentano beni comuni di tutti e strutture fondamentali di uno stato civile e democratico.





